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 Pro Loco Busche  -  Via Piave 5  -  32030 Busche  -  Cesiomaggiore  -  Belluno  -  Regione del Veneto

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Cesiomaggiore Lago di Busche        
 

Busche di Cesiomaggiore - Provincia di Belluno

Il territorio di Cesio, con tutta probabilità, fu già abitato in epoca pre romana, ne sarebbero testimonianza alcuni tratti di rete stradale.

Con l'avvento della "Gens Caesia", oriunda ravennate, l'impero romano stabilì un suo presidio militare collegato alla laguna veneta dalla via Claudia Augusta Altinante che, partendo dal porto di Altino, giungeva oltre le Alpi.

Di questa via dà chiara testimonianza un cippo miliario ritrovato nel 1786 durante i lavori di scavo per l'ampliamento della chiesa parrocchiale di Cesio.

Il cippo, che viene attualmente conservato presso la villa delle Centenere, porta un'iscrizione latina che spiega come l'imperatore Claudio nel 47 d.c. portasse a termine e fortificasse la via già iniziata dal padre suo Drusio nel 15 a.c., via che doveva assicurare i rifornimenti alle terre conquistate fino al fiume Danubio, a nord della Rezia.    Il castello romano della Gens Caesia fu distrutto nel 1423 quando Feltre si diede spontaneamente alla Repubblica di Venezia.

Caduta la Repubblica di Venezia il territorio di Cesio fu successivamente governato dai Francesi (1797), dagli Austriaci (1798) e nuovamente dai Francesi quando Napoleone, nel 1805, riconquistò il Feltrino.   Nel 1813 il Comune tornò sotto la dominazione Austriaca, restandovi fino al 1866, anno in cui il Veneto venne annesso al Regno d'Italia ed il Comune di Cesio divenne, grazie al Regio Decreto di Vittorio Emanuele II°, CESIOMAGGIORE.

BUSCHE ieri --- Questo vecchio e antico villaggio, sito alla destra del fiume Piave, ai tempi del Medio Evo non avvertiva soltanto la fluitazione del legname che zattieri, o dendrofori, muovevano dal Cadore, dallo Zoldano e dall'Agordino diretti alla laguna veneta e che perdurò fino agli inizi del 1900, ma era pure un centro di vita e di attività economica.   Era infatti un posto di mercato e di dazio, o muda, che emulava con l'antistante Cesana, signoreggiata dai Conti omonimi, per l'arrivo dei prodotti industriali dalla pianura e la spedizione di lana, seta, panni ed armi e di viveri verso "Trevigi" e Venezia, nonchè pel passaggio di gente, tramite barca e pedaggio, da una riva all'altra del fiume.   Era quello un mercato che assicurava a molti un enorme vantaggio economico, restava peraltro sospeso nei giorni di lotta tra Guelfi e Ghibellini, il cui bersaglio e punto strategico era anche Cesana.

BUSCHE origine nome

Per quanto riguarda l’origine del nome – Busche -, E.Croatto, nel dizionario dialetto ladino-veneto, spiega che "bùske (nella trascrizione fonetica K è occlusiva velare sorda, come l’italiano cane, chiesa, collo e cheto) in italiano si traduce con "bruschette, bacchette di nocciolo, che servivano a rendere più visibile il confine di proprietà" .

Si veda a tal proposito la voce riportata dal V.Pallabazzer, buska (=cespuglio, con riferimento spesso a quello del nocciolo (busk, Corylus avellana L)) .

Il formaggio Busche deve il suo nome all’omonima località del comune di Cesiomaggiore, che ha visto la nascita di una delle prime latterie cooperative della provincia di Belluno.

Il formaggio Busche veniva chiamato agli inizi degli anni ’70 con il nome Mastèla, in italiano "mastella, tinozza per il bucato" ma anche Mastèla del lat, recipiente a doghe, largo, rotondo e basso circa 15 centimetri che, come spiega il E.Croatto, "serviva per far riposare il latte e far affiorare la panna, utilizzata per fare il burro.

Le mastèle venivano posate sui konkèr ( = rudimentale scaffalatura) o su skàfe (scaffali), all’interno del kásèl (= capanna, baracca di assi o di tronchi con notevole areazione (fessure), ove si conservava anche il formaggio ed il burro)". Solo nei primi anni ’80 è stata attribuita l’attuale denominazione di formaggio "Busche", per meglio identificare l’origine geografica .

Da ricerche fatte dal sig. Marco Ceotto di Conegliano ---

Atlante dei Prodotti tradizionali ed Agroalimentari del Veneto, Ed. Regione del Veneto e Veneto Agricoltura, Venezia, 2006, Pagina 114.

E. CROATTO, Vocabolario del dialetto ladino-veneto della Valle di Zoldo (Belluno), Ed Regione del Veneto – Angelo Colla, Costabissara (VI), 2004, Pagina XXI.

E. CROATTO, Vocabolario del dialetto ladino-veneto della Valle di Zoldo (Belluno), Ed Regione del Veneto – Angelo Colla, Costabissara (VI), 2004, Pagina 68.

V. PALLABAZZER, Lingua e Cultura Ladina, Ed. Ist. Di Ricerche sociali e culturali, Luogo, Anno, Pagina 114.

E. CROATTO, Vocabolario del dialetto ladino-veneto della Valle di Zoldo (Belluno), Ed Regione del Veneto – Angelo Colla, Costabissara (VI), 2004, Pagina 298

E. CROATTO, Vocabolario del dialetto ladino-veneto della Valle di Zoldo (Belluno), Ed Regione del Veneto – Angelo Colla, Costabissara (VI), 2004, pagina 214

BUSCHE oggi --- E' un frazione laboriosa e in pieno sviluppo, con molteplici attività artigianali e una fiorente industria lattiero-casearia.   In questo contesto nel 1979 è nata la Pro Loco Busche, con una propria e funzionale sede.   Adiacente alla sede, abbiamo, in concessione demaniale, un’area, molto frequentata, il laghetto artificiale di Busche di particolare interesse faunistico. In esso nidificano varie specie di uccelli quali il Germano reale, il Tuffetto, la Folaga, e dopo un periodo di adattamento, anche alcune coppie di Cigno reale.   Molte specie migratorie fanno poi notare durante l’arco dell’anno la loro presenza. Ricordiamo, in particolare, il Tarabuso, l’Airone cinerino, il Mestolone, l’Alzavola, la Marzaiola, il Quattrocchi, le Morette, i Moriglioni, il Cormorano, lo Svasso maggiore, il Fischione, il Beccaccino, lo Smergo minore e il Cigno selvatico.

 


 

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Ultimo aggiornamento: 08/2/2019